Orazio Ragni

È morto Domenica 17 Ottobre a Baldissero, durante un giro in bicicletta sulle strade della collina torinese.

Andrea Pastore 18/10/2020 0

Doveva essere una domenica mattina dedicata allo sport, dopo gli impegni della settimana in azienda. Invece un attacco cardiaco ha stroncato Orazio Ragni, amministratore delegato di Avio, la società che un tempo era del gruppo Fiat. I sanitari del 118 sono intervenuti nel più breve tempo possibile, ma il manager era già morto.

È proprio dalla sede di Rivalta della società, è arrivata la conferma del decesso dell'ad, che dal dicembre 2008 era alla guida dei 18 insediamenti italiani ed esteri di una delle aziende più importanti nel settore aerospaziale, con 1,7 miliardi di euro di fatturato nel 2009 e 5.200 dipendenti. "La società tutta, affranta per la prematura scomparsa, è vicina al cordoglio dei famigliari del dottor Ragni, di cui ricorderà per sempre la personalità forte ed energica, ma anche empatica e gioviale, che ha saputo trasmettere all'azienda grande entusiasmo e motivazione al risultato.

Il presidente della società Alan Bowkett e il consiglio di amministrazione di Avio sono al lavoro per garantire continuità alla gestione aziendale insieme alla prima linea del management", si legge in una nota.Romano, 49 anni, sposato e padre di due figli, laureato nella capitale in Economia e Commercio alla Luiss - come recita il curriculum aziendale - Ragni nel 1990 ha iniziato una lunga carriera all'estero, che lo ha portato a Bruxelles per la United Technologies Corporation. Poi ha ricoperto diversi incarichi all'interno della Valeo, multinazionale per cui ha lavorato parecchio tra la Francia, la Spagna, la Cina e l'India. Un'esperienza di 18 anni che lo aveva infine riportato in Italia, nel 2008, alla guida del Gruppo Avio.

 La salma sarà esposta da oggi fino al giorno del funerale.

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Appena ricevuta la segnalazione, nel pomeriggio di martedì, i carabinieri della stazione guidata dal comandante Giampaolo Saggese hanno allertato il Soccorso alpino. Le ricerche sono partite subito, con l'ausilio dell'elicottero, ma in serata le condizioni atmosferiche erano proibitive a causa di una fitta cortina di nebbia che limitava la visibilità a pochi metri. Da qui la decisione di sospendere le operazioni per riprenderle ieri mattina presto, con i velivoli di Trentino Emergenza e del Suem di Belluno. Attorno alle 7, grazie anche al cielo sereno, la sagoma dell'alpinista è stata localizzata in fondo alla crepacciata terminale, prima delle roccette, sulla via normale che da Pian dei Fiacconi, a 2626 metri, conduce alla vetta lungo la cresta ovest. La parte finale è una lunga rampa rocciosa attrezzata dal 2005, una ferrata da esperti perché lunga e in quota. Difficile dire dove si trovasse il 79enne australiano quando è scivolato. È possibile che sia stato tradito da un passaggio particolarmente ripido o da un momento di stanchezza. Fatto sta che - secondo i carabinieri - è precipitato per almeno un centinaio di metri sfracellandosi sulle rocce sottostanti e morendo quasi certamente sul colpo. Secondo i soccorritori era ben attrezzato, con imbrago e kit da ferrata, ed è probabile che sia caduto in fase di discesa. Il corpo dell’alpinista è stato recuperato con il verricello e trasportato a valle. Nessuno però ha chiamato, finora, per chiedere sue notizie e i carabinieri sono in cerca dei parenti o dei conoscenti, anche in Italia, che possano avvisare i suoi familiari più stretti, per avviare poi le pratiche burocratiche per il riconoscimento e il trasferimento della salma in patria.

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