Tanatoprassi

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03/01/2007 - I NUOVI VOLTI DEI TANATOPRATTORI - IMPARA L’ARTE E COMINCIA A FARNE PARTE

Siamo andati tra gli allievi dei nuovi corsi a scoprire le motivazioni che hanno spinto le nuove leve ad avventurarsi nel mondo della Tanatoestetica. Tra cere, tamponi, e liquidi di conservazione, i ragazzi ci hanno raccontato la loro storia ed abbiamo scoperto che i nuovi Tanatoesteti non nascono solo dal mondo delle imprese funebri e che hanno ben chiari i loro progetti per il futuro. Impara l’arte e comincia a farne parte. Questo potrebbe essere il nuovo motto dei giovani Tanatoesteti che per la prima volta si affacciano a questa realtà; infatti chi si aspettava di trovare i soliti personaggi pronti ad apprendere nuove pratiche per completare le proprie conoscienze e riutiilizzarle in chissà quale vita futura, si sono invece trovati davanti un esercito di ragazzi armati di trucchi, spugne e siringhe, pronti a fare della Tanatoestetica il proprio passaporto professionale per il futuro. Gli ultimi corsi si sono tenuti a fine Novembre 2006 a Roma e durante l'ultima settimana di Dicembre a Lanciano AQ, le lezioni sono state presiedute dal Professor Arcudi, docente di medicina legale dell’università di Roma Tor Vergata, da Andrea Fantozzi, Tanatoprattore e presidente dell’I.N.I.T.

I ragazzi da noi incontrati nelle aule dei corsi sono davvero la prima testimonianza viva che la Tanatoprassi è davvero pronta ad espolodere in tutte le sue diverse sfaccettature nella nuova realtà professionale Italiana. Forse spinti dalla naturale voglia di fare dei giovani, forse dalla volontà di ampliare le proprie conoscienze nel campo di chi ha già un minimo di esperienza, ma soprattutto la consapevolezza che chi prima riesce ad acquisire le nuove conoscienze in ambito funerario, meglio potrà metterle in pratica nella futura corsa con eventuali concorrenti che piano piano si presenteranno nel cammino di diffusione della Tanatoprassi, tutto ciò ha spinto queste persone a partecipare con grande entusiasmo ai nuovi corsi. Tra i corsisti si è instaurata ben salda la convinzione che “..oggi essere impresari funebri non significa soltanto vendere il cofano per la salma o allestire un bel funerale, ma significa soprattutto dare ai propri clienti il massimo della professionalità e delle innovazioni nel campo...” come ci dice Tania, 35 anni, impresaria funebre di Roma, “...fino ad oggi avevo vestito e curato le salme nel modo più approssimativo possibile con quelle che erano le mie conoscienze acquisite con l’esperienza degli anni ma mai con una vera e propria preparazione professionale. Quando ho saputo che esisteva una pratica diffusa nel mondo ma non in Italia, che curava la presentazione delle salme e un istituto come l’I.N.I.T. che prepara delle persone a queste pratiche e ne diffonde le conoscienze professionali in tutta Italia, ho subito dato la mia adesione al corso. La cosa che mi ha più impressionata positivamente è stato il contatto diretto con la salma e il poter sperimentare dal vivo quelle operazioni di cui prima avevo solamente sentito parlare. Ora, con l’esperienza del corso, non ho imparato solamente ad abbellire la salma e a presentarla in modo adeguato ai propri cari al momento dell’estremo saluto, ma ho ricevuto anche dei concetti di base della medicina, senza i quali sarebbe difficile apportare alla salma le cure adeguate, quali un’iniezione per via arteriosa o eventuali tamponamenti di cavità. Una preparazione di questo tipo è ciò che gli impresari funebri dovrebbero avere per assicurare ai propri clienti il massimo della professionalità e il risultato che si aspettano dagli interventi di un Tanatoesteta.

Ci sarebbe sembrato logico che tutti i corsisti venissero dal mondo delle imprese funebri, sia per le motivazioni sia per un minimo di esperienza acquisita prima dell’inizio dei corsi ed invece scopriamo che tra loro ci sono anche persone che nel campo funerario non avevano mai messo piede ma che tuttavia scoprono nella Tanatoestetica una nuova fonte di lavoro e di realizzazione professionale anche in altri campi quali quello dell’estetica stessa in generale. Questo dato ci viene confermato da Cinzia, 23 anni, estetista di S. Benedetto del Tronto, anche lei corsista dell’I.N.I.T. nell’ultima recente sessione. “..ciò che mi ha spinto ad intraprendere il corso di Tanatoestetica è stato il mio desiderio fin da piccola di intraprendere la carriera di medico legale ma ciò non mi è stato possibile, il contatto con le salme però mi ha sempre affascinato e al giorno d’oggi diventa sempre più importante non solo il trucco dei vivi ma anche quello dei defunti: presentare ai propri cari il defunto come lo ricordavano da vivo allevia un pò il dolore di quei momenti che accompagnano i familiari nell’estremo saluto del caro estinto. Ho pensato quindi che un corso per Tanatoesteti mi desse la possibilità, oltre che di avvicinarmi a quel mondo della medicina legale che mi è sempre piaciuto, anche di estendere la mia professione di estetista, non solo alle esigenze dei vivi ma anche a quelle dei defunti e soprattutto dei propri cari. Il corso mi ha particolarmente soddisfatto , spero in futuro di poter approfondire maggiormente le mie conoscenze ed entrare completamente nel mondo della Tanatoprassi.

I ragazzi che ci hanno offerto la loro testimonianza si sono presentati a noi veramente motivati dai corsi intrapresi e ci hanno convinto ancora una volta che i nuovi progressi del campo funerario rappresentati dalla Tanatoprassi, si instaureranno sempre di più sia nella cultura funeraria italiana, sia come una vera e propria professione del futuro, pronta ad accogliere in se i giovani più interessati ed attenti alle evoluzioni sociali e culturali del nostro tempo.