Tanatoprassi

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04/07/2011 - INCARICATO L'I.N.I.T. PER IL RESTAURO DEL CORPO DEL CARDINALE ANDREA CARLO FERRARI VISIBILE PRESSO IL DUOMO DI MILANO.

Andrea Fantozzi dell'I.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi ha completato con successo il completo restauro del corpo del Cardinale Andrea Carlo Ferrari oggi visibile nel Duomo di Milano.

Il Cardinale Andrea Carlo Ferrari Nacque a Lalatta il 13 Agosto 1850, località nel comune di Palanzano (PR). Accolto presso il seminario di Parma, nel 1873 venne ordinato sacerdote; l'anno dopo venne nominato parroco, successivamente vicerettore al seminario di Parma. Nel 1878 fu nominato professore di teologia dogmatica, nel 1879 fu promosso canonico ordinario. In seguito divenne rettore dello stesso istituto. Nel giugno 1890 divenne vescovo di Guastalla, un anno dopo vescovo di Como. Dopo tre anni a Como, improvvise gli giunsero nel maggio 1894, da parte di papa Leone XIII, la nomina a cardinale e la promozione alla sede arcivescovile di Milano, succedendo allo scomparso Luigi Nazari di Calabiana. A Milano fu preoccupato, sulla scia di Carlo Borromeo, di "conservare la fede" attraverso la predicazione ma soprattutto attraverso la catechesi. Sotto la sua guida si arrivò, nel 1896, alla preparazione del testo unico di catechismo dell'Episcopato Lombardo Piemontese che, praticamente, fu l'ultima tappa del percorso che portò alla pubblicazione del Catechismo di Pio X. Per quanto riguarda l'educazione cristiana dei giovani, volle l'istituzione presso ogni parrocchia di un oratorio sia maschile sia femminile, e affrontò il problema dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole elementari. L'impegno del cardinal Ferrari si distinse nelle visite pastorali in tutte le oltre 800 parrocchie dell'arcidiocesi, in cui si mostrò particolarmente attento a cogliere le istanze sociali di quel periodo particolarmente difficile per i ceti umili della popolazione lombarda. [1] Tomba del Card. Ferrari nel Duomo di Milano Prestò, poi, sul piano pastorale una particolare attenzione ai problemi del laicato e del suo ruolo nella Chiesa. In un'epoca in cui ciò era estremamente innovativo suscitò molte diffidenze negli ambienti curiali che formularono un'esplicita accusa di modernismo. Per cinque anni non fu ricevuto da papa Pio X con un parziale riavvicinamento finale. Solo la nomina del nuovo papa e il clima di emergenza fatto sorgere dallo scoppio del conflitto mondiale tolse il cardinal Ferrari dall'isolamento all'interno della Chiesa, in cui il gruppo di cardinali a lui avverso l'avevano confinato. Nel 1912 promosse la fondazione di un nuovo quotidiano che sostituisse L'Unione. Il nuovo organo d'informazione si chiamò L'Italia. Fondò inoltre l'«Opera cardinal Ferrari», che si distinse per attività a favore di tutti i ceti della popolazione. Colpito da un tumore alla gola, morì nel 1921. Il clima di ostilità degli ambienti curiali romani, parzialmente perdurato anche in seguito, trovava contrapposto il tributo di ammirazione della Chiesa ambrosiana, in una dicotomia di giudizi che si venne a sciogliere solo con il nuovo clima del Concilio dove emerse quanto il cardinal Ferrari aveva anticipato i temi della riforma della Chiesa. Il pieno riconoscimento lo si ebbe quando fu proclamato beato da papa Giovanni Paolo II il 10 maggio 1987. [modifica] Conclavi Titolazione di Andrea Carlo Ferrari Stemma Arcivescovo di Milano Titolo di riferimento Sua Eminenza Titolo parlato Vostra Eminenza Titolo religioso Cardinale vedi qui per i predicati d'onore Partecipò ai conclavi del 1903 e del 1914, che elessero papi rispettivamente il cardinale Giuseppe Sarto (papa Pio X) e il cardinale Giacomo della Chiesa (papa Benedetto XV)