Tanatoprassi

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Siamo andati tra gli allievi dei nuovi corsi a scoprire le motivazioni che hanno spinto le nuove leve ad avventurarsi nel mondo della Tanatoestetica. Tra cere, tamponi, e liquidi di conservazione, i ragazzi ci hanno raccontato la loro storia ed abbiamo scoperto che i nuovi Tanatoesteti non nascono solo dal mondo delle imprese funebri e che hanno ben chiari i loro progetti per il futuro. Impara l’arte e comincia a farne parte. Questo potrebbe essere il nuovo motto dei giovani Tanatoesteti che per la prima volta si affacciano a questa realtà; infatti chi si aspettava di trovare i soliti personaggi pronti ad apprendere nuove pratiche per completare le proprie conoscienze e riutiilizzarle in chissà quale vita futura, si sono invece trovati davanti un esercito di ragazzi armati di trucchi, spugne e siringhe, pronti a fare della Tanatoestetica il proprio passaporto professionale per il futuro. Gli ultimi corsi si sono tenuti a fine Novembre 2006 a Roma e durante l'ultima settimana di Dicembre a Lanciano AQ, le lezioni sono state presiedute dal Professor Arcudi, docente di medicina legale dell’università di Roma Tor Vergata, da Andrea Fantozzi, Tanatoprattore e presidente dell’I.N.I.T.

I ragazzi da noi incontrati nelle aule dei corsi sono davvero la prima testimonianza viva che la Tanatoprassi è davvero pronta ad espolodere in tutte le sue diverse sfaccettature nella nuova realtà professionale Italiana. Forse spinti dalla naturale voglia di fare dei giovani, forse dalla volontà di ampliare le proprie conoscienze nel campo di chi ha già un minimo di esperienza, ma soprattutto la consapevolezza che chi prima riesce ad acquisire le nuove conoscienze in ambito funerario, meglio potrà metterle in pratica nella futura corsa con eventuali concorrenti che piano piano si presenteranno nel cammino di diffusione della Tanatoprassi, tutto ciò ha spinto queste persone a partecipare con grande entusiasmo ai nuovi corsi. Tra i corsisti si è instaurata ben salda la convinzione che “..oggi essere impresari funebri non significa soltanto vendere il cofano per la salma o allestire un bel funerale, ma significa soprattutto dare ai propri clienti il massimo della professionalità e delle innovazioni nel campo...” come ci dice Tania, 35 anni, impresaria funebre di Roma, “...fino ad oggi avevo vestito e curato le salme nel modo più approssimativo possibile con quelle che erano le mie conoscienze acquisite con l’esperienza degli anni ma mai con una vera e propria preparazione professionale. Quando ho saputo che esisteva una pratica diffusa nel mondo ma non in Italia, che curava la presentazione delle salme e un istituto come l’I.N.I.T. che prepara delle persone a queste pratiche e ne diffonde le conoscienze professionali in tutta Italia, ho subito dato la mia adesione al corso. La cosa che mi ha più impressionata positivamente è stato il contatto diretto con la salma e il poter sperimentare dal vivo quelle operazioni di cui prima avevo solamente sentito parlare. Ora, con l’esperienza del corso, non ho imparato solamente ad abbellire la salma e a presentarla in modo adeguato ai propri cari al momento dell’estremo saluto, ma ho ricevuto anche dei concetti di base della medicina, senza i quali sarebbe difficile apportare alla salma le cure adeguate, quali un’iniezione per via arteriosa o eventuali tamponamenti di cavità. Una preparazione di questo tipo è ciò che gli impresari funebri dovrebbero avere per assicurare ai propri clienti il massimo della professionalità e il risultato che si aspettano dagli interventi di un Tanatoesteta.

Ci sarebbe sembrato logico che tutti i corsisti venissero dal mondo delle imprese funebri, sia per le motivazioni sia per un minimo di esperienza acquisita prima dell’inizio dei corsi ed invece scopriamo che tra loro ci sono anche persone che nel campo funerario non avevano mai messo piede ma che tuttavia scoprono nella Tanatoestetica una nuova fonte di lavoro e di realizzazione professionale anche in altri campi quali quello dell’estetica stessa in generale. Questo dato ci viene confermato da Cinzia, 23 anni, estetista di S. Benedetto del Tronto, anche lei corsista dell’I.N.I.T. nell’ultima recente sessione. “..ciò che mi ha spinto ad intraprendere il corso di Tanatoestetica è stato il mio desiderio fin da piccola di intraprendere la carriera di medico legale ma ciò non mi è stato possibile, il contatto con le salme però mi ha sempre affascinato e al giorno d’oggi diventa sempre più importante non solo il trucco dei vivi ma anche quello dei defunti: presentare ai propri cari il defunto come lo ricordavano da vivo allevia un pò il dolore di quei momenti che accompagnano i familiari nell’estremo saluto del caro estinto. Ho pensato quindi che un corso per Tanatoesteti mi desse la possibilità, oltre che di avvicinarmi a quel mondo della medicina legale che mi è sempre piaciuto, anche di estendere la mia professione di estetista, non solo alle esigenze dei vivi ma anche a quelle dei defunti e soprattutto dei propri cari. Il corso mi ha particolarmente soddisfatto , spero in futuro di poter approfondire maggiormente le mie conoscenze ed entrare completamente nel mondo della Tanatoprassi.

I ragazzi che ci hanno offerto la loro testimonianza si sono presentati a noi veramente motivati dai corsi intrapresi e ci hanno convinto ancora una volta che i nuovi progressi del campo funerario rappresentati dalla Tanatoprassi, si instaureranno sempre di più sia nella cultura funeraria italiana, sia come una vera e propria professione del futuro, pronta ad accogliere in se i giovani più interessati ed attenti alle evoluzioni sociali e culturali del nostro tempo.

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Tan, periodico di informazione e cultura, è online per leggere la rivista clicca qui http://www.tanonline.it/Files/TANn1.pdf per visitare il sito clicca qui http://www.tanonline.it/

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italtanItaltan S.r.l. la società leader in Italia per i servizi di tanatoprassi e cura della salma approda con i suoi servizi di tanatoprassi a Roma in via Scirè. Italtan S.r.l. é al servizio di tutte le imprese funebri della Regione Lazio mettendo a disposizione i suoi tanatoprattori altamente qualificati 24 ore su 24. per informazioni e servizi chiamare il numero 06 916.504.370 - cell. 392 18.18.118 Fax 06 233.242.871

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La morte ti fa bella, per parafrasare un vecchio film, ma non si tratta di truccatori post mortem come vanno alla grande negli Stati Uniti. Ci pensa, in questo caso, occorre dirlo, Andrea Fantozzi, fondatore nel 1990, dell’I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi. Un metodo italiano introdotto dallo stesso ideatore ormai quasi venti anni fa. E’un trattamento per conservare il corpo dopo la morte da effettuarsi nelle ore immediatamente successive al trapasso per il tramite di una iniezione di fluido disinfettante e di conservazione . Così fermandosi la decomposizione per diverse settimane, il corpo del defunto torna a una immagine integra e i suoi familiari ne trovano conforto. E non solo. Fantozzi, precursore e innovatore del settore funerario, con la tecnica della tanatoprassi è ormai un uomo conosciutissimo tra la gente comune, ma soprattutto tra i “famosi”, quelli veri. A lui, infatti, si sono affidati dopo la morte personaggi del calibro di Papa Woityla, Benetton, Pavarotti, Pininfarina, Chiara Lubich, Cremonini e…indovinate anche da chi è stato contattato? Dall’ambasciatore americano a Roma per “sistemare” esteticamente e conservare il corpo di Michael Jackson nei giorni successivi alla morte improvvisa della rockstar. L’autore nel suo libro ci racconta un mondo sconosciuto ai più, ma ricco di curiosità, storie inedite, scenari inaccessibili che possono interessare anche chi non è un addetto ai lavori. Personaggi famosi e non testimoniano perché sono ricorsi alla tanatoprassi, quale giovamento, psicologico, ne hanno tratto. Un racconto, il libro di Andrea Fantozzi, sulla quale vale la pena soffermarsi per comprendere la filosofia del dopo la morte. Il filo conduttore che ha mosso in questo campo Fantozzi è sempre stato quello della ricerca del conforto dei familiari del proprio caro nel dare l’ultimo saluto. Perché convinto assertore che l’elaborazione del lutto parta proprio da qui. Sono sue le proposte dei corsi di formazione della tanatoprassi e della costruzione – anche in Italia – delle case funerarie, ovvero la possibilità di trovare una sede appropriata per i familiari del defunto dove poter esprimere sentimenti, dolore ma anche luogo di culto nel quale salutare il proprio caro anche a seconda della religione professata o no. Tanto per citare i numeri: i partecipanti ai corsi I.N.I.T e gli iscritti all’A.I.T. Associazione Italiana di tanatoprassi superano abbondantemente le 600 unità - ma soprattutto nell’affermarsi delle case funerarie in Italia , e ai servizi di tipo tanatopratico presenti oggi nel settore, divenute “uno strumento di lavoro” del tutto innovativo nel loro genere. Il filo conduttore delle due esperienze è lo stesso: quello di offrire un servizio e degli strumenti di approfondimento e studio, che possano contribuire ad aiutare non solo gli operatori ma anche le famiglie italiane. Un riferimento a un paio di cifre, a questo punto non guastano. Ogni anno nel nostro paese vengono a mancare mezzo milione di persone ;attorno a questa realtà operano da un lato gli addetti di alcune decine di migliaia di strutture sanitarie e dall’altro circa 6.000 aziende funerarie per un numero di dipendenti che si avvicina a 30.000 unità. Ci sono poi le strutture cimiteriali,gli istituti di medicina legale, etc. Insomma, pur nel doveroso rispetto del dolore, stiamo parlando di un settore che coinvolge direttamente decine di migliaia di operatori. Eppure dal punto legislativo per le attività funerarie è Far West.

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 Lunedì 4 Aprile 2005, Papa: salma preparata Dall’I.N.I.T. e da Tor Vergata (ANSA)-ROMA,4 AP - Sono stati gli esperti dell’I.N.I.T e del servizio di medicina legale del Policlinico di Tor Vergata a preparare la salma del Papa per la conservazione. Secondo quanto si e' appreso il gruppo era composto da 7 medici e un tecnico Andrea Fantozzi (presidente dll’I.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi) coordinati dal prof. G. Arcudi. Il trattamento dell’I.N.I.T. e degli esperti di Tor Vergata (e non della famiglia Signoracci come annunciato in precedenza) e'durato da ieri sera per tutta la notte e ha avuto lo scopo di conservare la salma per l'esposizione.

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 6/9/2007 (6:54) Andrea Fantozzi dell’I.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi ha effettuato la cura di tanatoprassi sulla salma del Maestro Luciano Pavarotti morto a Modena alle 5 di questa mattina. Era nato a Modena il 12 ottobre del 1935. Nel luglio 2006 era stato operato d’urgenza in un ospedale di New York per l’asportazione di un tumore maligno al pancreas, la malattia che lo ha accompagnato fino alla morte. I funerali del tenore si terranno sabato alle 15 in Cattedrale a Modena. La camera ardente sarà allestita in Cattedrale dalle 20 alle 24 di questa sera, giovedì 6 settembre. Le visite alla salma riprenderanno venerdì 7 settembre dalle 6 del mattino e per l’intera giornata. Anche sabato, giorno fissato per le esequie, sarà possibile rendere omaggio al tenore dalle 6 del mattino alle 13.

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